L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha designato il 13 ottobre 2017 come la Giornata Internazionale per la riduzione dei Danni Catastrofali, con il fine di promuovere una cultura globale della prevenzione delle catastrofi, attraverso azioni di prevenzione, di mitigazione del rischio e di «prontezza» nella gestione dei danni.

L’obiettivo è quello di ridurre i danni catastrofali attraverso sette specifici obiettivi in 7 anni (2016‐2022). Quest’anno è dedicato alla riduzione significativa del numero di persone coinvolte dai danni catastrofali a livello mondiale entro il 2030.

L’associazione delle assicurazioni ANIA si è schierata in prima linea per offrire un contributo positivo al nostro Paese, grazie ad una solida conoscenza della gestione del rischio e a numerosi studi, analisi e indagini condotte negli anni.

Le catastrofi naturali sono un problema globale dall’elevato impatto economico e sociale: a mietere più vittime negli ultimi 10 anni sono stati i terremoti (750.000 persone), mentre i danni maggiori sono stati provocati dagli uragani, per 1.183 Mld $ dal 1996 a oggi. In particolare l’Italia, negli ultimi anni è uno Paesi più colpiti, sia a livello sociale che a livello di danni economici e di impatto sui conti dello Stato: è il sesto Paese al mondo per danni subiti negli ultimi 20 anni.

Dalle analisi risulta che l’Italia il 78% delle abitazioni italiane è esposto ad un rischio alto o medio alto tra terremoto e idrogeologico. La spesa pubblica, a causa dei vincoli di bilancio, non può aumentare e la spesa a carico dei privati diventa sostenibile solo se aumenta la consapevolezza e la condivisione. Come fare? Serve intervenire prima del verificarsi degli eventi, soprattutto in opere di prevenzione: attivare e rendere più efficienti tutte le risorse disponibili in ottica strutturata e pianificata.

Dando uno sguardo all’estero, in molti Paesi si evidenzia la presenta di un sistema regolamentato, ossia un intervento strutturato di partnership tra lo Stato e il settore privato (le Compagnie assicurative), con modalità di adesione diverse. A parte il caso della Romania, Islanda e Turchia, pur registrando un  livello di rischio catastrofe medio basso hanno imposto obbligatoriamente l’adesione al sistema. Diverso il caso del Giappone, Paese altamente esposto alle catastrofi naturali, il quale ha lasciato libera l’adesione. L’Italia, insieme ad altri pochissimi Paesi, possiede un sistema di gestione non regolamentato. Come intervenire?

Un’indagine demoscopica condotta da Ania ha evidenziato che l’Italia la maggior parte delle famiglie (l’83%) crede di non essere a rischio catastrofi e al contempo sostiene che lo Stato debba intervenire in caso di catastrofe per rimborsare i cittadini (54%). Circa la predisposizione degli italiani a sottoscrivere una polizza che li tuteli dai rischi catastrofali arrivano però segnali positivi: il 46% si dichiara favorevole o comunque interessato a sottoscrivere un contratto assicurativo. Tale risultato registra ulteriori consensi se scendono in campo incentivi quali prezzi contenuti dell’assicurazione, la garanzia di risarcimenti certi e immediati e la corresponsione del valore di ricostruzione della casa.

Quello che serve è un cambio di strategia, che porti ad una gestione preventiva e strutturata dei rischi e gli interventi pubblici recenti fanno ben sperare: basti pensare a “Casa Italia” o agli sgravi fiscali riconosciuti per gli interventi di adeguamento antisismico delle abitazioni. È necessario però adottare un sistema regolamentato di gestione globale e anticipata dei rischi. Le Compagnie e ANIA sono pronte a mettere a disposizione le loro competenze e i loro progetti e trovare la migliore soluzione di Sistema per il nostro Paese.

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