L‘attività di consulenza, se finalizzata alla proposta e/o presentazione di contratti assicurativi, svolta dietro compenso, costituisce attività di intermediazione assicurativa e comporta pertanto l’iscrizione nel RUI, il Registro Unico degli Intermediari assicurativi. Così è riportato nel Codice delle Assicurazioni agli art. 2 e 106, pubblicato dall’Ivass.

In particolare, l’intermediario dovrà iscriversi: nella sezione A degli agenti, se agisce in nome o per conto di una o più imprese di assicurazione; nella sezione B dei broker, se agisce su incarico del cliente senza essere fornito di poteri di rappresentanza di imprese di assicurazione oppure nella sezione E, se è un dipendente, collaboratore, produttore o altro incaricato degli intermediari iscritti nella sezione A, B o D che opera al di fuori dei locali degli intermediari stessi.

consulenza assicurativaL’Ivass parla chiaro: se fai assistenza e consulenza sei intermediario e se sei intermediario fai anche assistenza e consulenza. E’ necessario però sottolineare che l’Ivass introduce il discorso con un “se”, dunque un “periodo ipotetico” e quindi, al contrario, quella stessa risposta può essere letta in questa maniera: l’attività di consulenza, se (non) è finalizzata alla proposta e/o presentazione di contratti assicurativi e (non) è svolta dietro compenso, (non) costituisce attività di intermediazione assicurativa e pertanto (non) comporta l’iscrizione nel registro.

In definitiva: è concepibile, in ambito assicurativo, che un soggetto svolga anche un’attività di consulenza che non abbia come fine quello di proporre e/o presentare contratti assicurativi e che non comporti un compenso. Tale tipologia di consulenza non comporterebbe nemmeno l’iscrizione al RUI.

Affermato ciò, una domanda sorge spontanea: esiste una situazione in cui la suddetta attività consulenziale resta lecita secondo le indicazioni dell’Ivass?

Un esempio potrebbe essere rappresentato dall’attività di consulenza svolta in qualità di relatore a fini didattici o di formazione obbligatoria. Ma agli intermediari assicurativi poco importa: il loro focus è sull’indagare, nei rapporti con i clienti finali, se sia lecito generare un margine di profitto ulteriore in ragione delle proprie competenze e conoscenze professionali.

linkedin
google
mail