La previdenza complementare è diventata negli anni e, alla luce dei continui interventi normativi in materia pensionistica, uno dei business più importanti per Compagnie assicurative, Banche e Sim.

L’innalzamento dell’età pensionabile e il taglio netto di quella che sarà la rendita statale (va in questo senso il passaggio dal sistema contributivo a quello retributivo), hanno acceso più di un campanello di allarme nei cittadini che, per poter mantenere un buon tenore di vita anche alla fine del percorso lavorativo, sono costretti a destinare parte del loro reddito alla previdenza integrativa.

Dal canto suo, lo Stato ha decisamente incoraggiato questa condotta attuando una serie di facilitazioni per gli aderenti (ma anche per le aziende) alla previdenza complementare sia in fase di accumulo che di erogazione della prestazione.

Tra tutte le agevolazioni, di particolare interesse è sicuramente la deducibilità fiscale di quanto versato in un fondo pensione. Il lavoratore (dipendente o autonomo), può dedurre dal proprio reddito fino a € 5164.57, abbattendo dunque la base imponibile con il grande vantaggio in termini di risparmio fiscale, che ne consegue.

Non solo. È infatti previsto per i giovani lavoratori, ossia quelle persone iscritte alla previdenza complementare in data successiva al 01/01/2007, la possibilità di innalzare il tetto della deducibilità fiscale. Per loro, lo Stato prevede, dopo i primi 5 anni di versamenti e per i 20 anni successivi la deducibilità fino a un massimo di € 7749.86.

Se ciò non bastasse, l’erario tutela anche coloro i quali non abbiano usufruito della deducibilità fiscale. In questo caso, a patto che l’aderente lo comunichi al Fondo entro il 31/12 dell’anno successivo a quello in cui avrebbe potuto beneficiare del risparmio fiscale, è prevista la completa detassazione della rendita generata dalle somme non oggetto di deduzione.

Il risparmio fiscale, unito ai rendimenti medi dei fondi pensione (rendimenti che godono di un regime fiscale agevolato, inferiore al 26% previsto per i classici investimenti) e la necessità di garantirsi un futuro dignitoso, rappresentano argomenti che non possono essere trascurati e che devono essere, necessariamente, al centro di una saggia attività di consulenza al cliente.

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