Ogni giorno agenti, broker e subagenti assicurativi gestiscono un’enorme mole di dati dei propri clienti e non solo. Questi rappresentano un tesoro vero e proprio che se sfruttato nel modo giusto può rivelarsi molto utile per il successo in un mercato come quello assicurativo, in continua evoluzione. Sfruttare i “Big Data” nelle assicurazioni significa estrapolare, analizzare e mettere in relazione una grossa quantità di dati eterogenei, strutturati e non, per scoprirne legami e permettere anche di effettuare previsioni future.

Il loro utilizzo deve però essere regolamentato a livello normativo, per evitare violazioni della privacy dei clienti o discriminazioni. In tal senso le autorità devono vigilare:

  1. sulla raccolta dei dati, per evitare di infrangere la privacy delle persone
  2. sulla potenziale discriminazione ai danni degli individui meno “appetibili” dal punto di vista assicurativo

La sfida inoltre è che le autorità possano collaborare non solo a livello del nostro Paese, ma anche a livello europeo e con un coordinamento internazionale.

L’obiettivo per gli intermediari assicurativi, grazie all’impiego dei Big Data, deve essere quello di costruire un’interazione migliore con il cliente, creando un rapporto di fiducia destinato a sfociare in un importante rapporto di fidelizzazione. Grazie ai dati raccolti gli agenti potranno comprendere a fondo il comportamento dei propri clienti e quali rischi corrono realmente, diventando motore di prevenzione e di corretti stili di vita.

Prendiamo ad esempio il ramo auto: in Giappone chi acquista un’auto Toyota dotata di sistema di connettività in grado di trasmettere i dati, può usufruire di una polizza “individuale“, il cui costo è generato in base al comportamento registrato dall’utente alla guida, ai rischi presenti nel tragitto che compie abitualmente e dall’utilizzo del carburante. L’analisi dei Big Data permette agli agenti assicurativi di stilare un risk profile preciso e creare un’offerta personalizzata in grado di coprire a 360° i rischi reali con cadenza mensile. Il cliente è soddisfatto perché risparmia e gli intermediari lo sono altrettanto perché un cliente felice è un cliente fedele.

Nei prossimi anni la crescita esponenziale di questa nuova miniera d’oro sarà ulteriormente alimentata dai multimedia, dal permanente utilizzo degli smartphone e dal grande bacino dei social network. Non sfruttare i big data nelle assicurazioni, per migliorare la propria offerta, è un lusso che gli intermediari oggi non possono permettersi.

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